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Il diritto di usufrutto è un diritto reale di godimento

Il diritto di usufrutto

Il diritto di usufrutto (art. 978 e segg. c.c.) è un diritto reale di godimento sulla cosa altrui, a termine o per tutta la vita, dai cui il titolare (usufruttuario) ne ricava i frutti pur nel rispetto della sua destinazione economica. Il diritto di usufrutto può essere legale (stabilito dalla legge), volontario (stabilito dalle parti con apposito contratto), ma può anche essere costituito tramite testamento, acquistato per usucapione o per provvedimento del giudice. Secondo l’art. 979 c.c. la durata dell’usufrutto non può eccedere la vita dell’usufruttuario e se si tratta di persona giuridica non può durare più di trent’anni. L’usufrutto è un diritto reale di godimento e può...

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Debiti snc: responsabilità dei soci

Come tutti sanno, i soci di una snc rispondono illimitatamente per i debiti contratti dalla società, ovvero anche con il proprio patrimonio personale. D'altro canto, può accadere che i soci della snc possano decidere di trasformare la società anche in presenza di debiti, scegliendo un regime societario che consenta a tutti o ad alcuni di essi di non rispondere più illimitatamente per i debiti sociali. Il Codice Civile, agli artt. 2498 e ss., disciplina, appunto, i casi di trasformazione delle società e prevede delle tutele in favore dei creditori di esse. In primo luogo, la trasformazione della società deve risultare da atto pubblico,...

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Animali domestici in caso di separazione

A chi saranno affidati gli animali domestici in caso di separazione della coppia? Chi provvederà alle spese per il mantenimento degli animali domestici? Stai per separarti e, dopo aver diviso ogni bene presente in casa, è arrivato il momento di decidere con chi debba andare il cane, il gatto o altri animali domestici che sino a quel momento facevano parte della famiglia. Poiché il cane, il gatto e gli altri animali domestici non possono essere divisi in due come gli altri beni che erano in comunione, dovrai trovare una soluzione in accordo con il tuo ex marito/moglie.   Avete così deciso che gli animali...

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tfr del coniuge divorziato: spetta all’ex coniuge per il 40%

tfr. del coniuge divorziato

Il tfr del coniuge divorziato spetta all'ex coniuge, limitatamente ad una quota.   Ciò è quanto è stato stabilito dalla legge sul divorzio, la quale intende soddisfare il principio di solidarietà tra gli ex coniugi, consentendo ad uno di essi di poter godere, anche in un momento successivo, di una quota percentuale del tfr maturato dall'altro coniuge in costanza di matrimonio.   Il tfr del coniuge divorziato consiste in tutti quei trattamenti di fine rapporto derivanti sia da lavoro subordinato che da parasubordinato,  che si traducono in una quota differita della retribuzione spettante al lavoratore, condizionata (per poter essere riscossa) alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia...

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il risarcimento dei danni da sinistro stradale

tfr. del coniuge divorziato

Per avere il diritto di richiedere il risarcimento dei danni da sinistro stradale è necessario farne denuncia tempestivamente e per iscritto.   Tale obbligo è assolto anche tramite la compilazione e l’invio del modulo di constatazione amichevole, compilato in ogni sua parte e sottoscritto dai conducenti di tutti i veicoli coinvolti.   Qualora il sinistro ha come protagonisti due veicoli a motore identificati ed assicurati e da esso siano derivati danni ai veicoli stessi o ai loro conducenti, i danneggiati non colpevoli devono rivolgere la richiesta per ottenere il risarcimento dei danni da sinistro stradale alla propria compagnia di assicurazione.   L’assicurazione, dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento...

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Misure di sicurezza: cenni storici e presupposti applicativi

misure di sicurezza

L’introduzione delle misure di sicurezza rappresenta una delle novità più significative della codificazione del 1930. L’obiettivo originario del legislatore era quello di riformare il sistema penale in conformità alle tendenze politico-criminali dell’epoca, favorevoli al potenziamento della difesa sociale attraverso l’introduzione, in aggiunta alle tradizionali pene, di nuove misure sanzionatorie indirizzate a neutralizzare la pericolosità sociale di determinate categorie di criminali. Questo modus operandi viene definito sistema del doppio binario. Secondo questa visione, mentre la pena svolge la funzione retributiva e di prevenzione generale, la misura di sicurezza assolve una funzione fortemente «specialpreventiva», in quanto (almeno in teoria) diretta alla rieducazione e...

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Assegno di divorzio: conterà l’indipendenza economica

Per l'assegno di divorzio conterà l'indipendenza economica e non più il tenore di vita avuto in costanza di matrimonio. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione con sentenza del 10.05.2017 n. 11504,  stravolgendo un orientamento giurisprudenziale trentennale. I Giudici della Suprema Corte hanno, infatti, stabilito che da oggi l'assegno di divorzio sarà calcolato sulla base del criterio di autosufficienza del coniuge che lo richiede e non più sul tenore di vita matrimoniale. Conseguentemente, il diritto a vedersi riconoscere l'assegno di divorzio sarà valutato sull'indipendenza o autosufficienza economica dell'ex coniuge che lo richiede. La Cassazione motiva tale decisione affermando che una volta sciolto il matrimonio...

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Le pene principali nell’ordinamento giuridico italiano

Nel nostro ordinamento le pene si suddividono in pene principali ed accessorie. L’articolo 17 del codice penale riconosce come pene principali stabilite per i «delitti»: la pena di morte, l’ergastolo, la reclusione e la multa; e come pene principali stabilite per le «contravvenzioni»: l’arresto e l’ammenda. A sua volta, l’articolo 18 definisce come pene detentive o restrittive della libertà personale: l’ergastolo, la reclusione e l’arresto; e quali pene pecuniarie: la multa e l’ammenda. Per concludere, l’articolo 20 precisa che le pene principali sono inflitte dal giudice con sentenza di condanna, mentre quelle accessorie conseguono di diritto alla condanna, in quanto effetti penali...

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Il furto: delitto previsto e punito dagli artt. 624 e 625 del codice penale

furto

Tra i delitti contro il patrimonio mediante violenza rientra il furto, reato previsto e punito dall’articolo 624 del codice penale, a rigore del quale:  “Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa da centocinquantaquattro euro a cinquecentosedici euro. Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una...

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Il Contratto Preliminare di Compravendita

Il contratto preliminare di compravendita è lo strumento contrattuale con il quale colui che intende vendere o acquistare una casa (o qualsiasi altro immobile) si impegna, per iscritto a pena di nullità (il contratto nullo non produce alcun effetto), a fare ciò.   Ebbene, i soggetti che stipulano un contratto preliminare di compravendita si obbligano giuridicamente, con efficacia vincolante tra di loro, ad alienare e ad acquistare l’immobile.   Ciò significa che le parti del contratto, ovvero il promittente venditore (colui che desidera vendere l'immobile) ed il promittente acquirente (colui che vuole acquistare l'immobile), si obbligano, rispettivamente, a vendere e acquistare la casa e quindi si impegnano a...

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